L’obsolescenza che mortifica il campionato.

Obsolescenza. Purtroppo il Bel Paese non riesce ad evitare la sua solita brutta figura neanche stavolta. Mentre tutt’ Europa è attanagliata dalla morsa del gelo, l’unico campionato a patirne gli effetti è la Serie A: ben quattro incontri rinviati a data da destinarsi e vacanze natalizie anticipate di qualche ora per una cospicua fetta di calciatori. Si potrebbe obiettare che nulla è potuto contro Madre natura, ma facendo una capatina tra i campi che si sono dovuti piegare dinanzi alle avverse condizioni climatiche, causando il rinvio di Bologna – Atalanta, Fiorentina – Milan, Udinese – Cagliari e Genoa – Bari, vien fuori che la provvidenza non è stata unica e indomabile causa di tutto ciò. Chi si aspettasse di ritrovarsi dinanzi agli occhi scenari apocalittici, con tanto di terreni di gioco totalmente imbiancati, gelati o impraticabili per un qualsivoglia motivo, rischierebbe di ritrovarsi un attimo disorientato. La ragione dei suddetti rinvii è infatti altra: il gelo delle scorse ore ha causato la formazione di ingenti quantità di lastre di ghiaccio sugli spalti e nelle zone d’accesso degli stadi coinvolti, cosicché dai sopralluoghi dei funzionari delle varie questure e dei vigili del fuoco è scaturita la decisione di rimandare le gare in programma “per un pericolo evidente riguardante l’incolumità degli spettatori che si fossero recati allo stadio”. Principale imputata diventa dunque la “vecchiaia” degli impianti italiani, incapaci nella maggior parte dei casi di fornire degli spalti coperti e accoglienti, che sono invece all’ordine del giorno in giro per il continente. E’ di questa opinione Adriano Galliani, ex presidente della Lega Calcio: “Le partite non sono state rinviate a causa del gelo, ma per l’obsolescenza degli stadi. In tutta Europa – continua Galliani - si gioca senza problemi, anche di sera. Dunque il problema sono gli impianti italiani”. L’ a.d. del Milan racconta più nello specifico la situazione dell’ Artemio Franchi, che avrebbe dovuto ospitare la gara tra i viola e i rossoneri: “Sono stato anch’io allo stadio e ho visto il campo. Era bellissimo, l’erba era di un verde stupendo. Perché il terreno di gioco è riscaldato, e il gelo non aveva lasciato tracce. Ma gli spalti di Firenze, come quelli di Bologna e di quasi tutti i nostri stadi in Italia, sono scoperti. Le conseguenze sono inevitabili: si ghiacciano le gradinate e le autorità non se la sentono di far giocare perché si corrono troppi rischi. E’ stata presa una decisione inevitabile”. A conti fatti, l’ultima domenica calcistica dell’anno sarà ricordata per una figuraccia “all’italiana” in più, e per quattro partite in meno.
Vincenzo Mugione SSC-NAPOLI.it

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